Quello che penso sul M5S in rari momenti di lucidità e pace

by marcotambo

Questo è un mio vecchio post sul Movimento 5 Stelle. Su TwitLonger non ha avuto molta visibilità, quindi provo a metterlo anche qui.

Ho ascoltato e osservato tanti, tantissimi interventi dei parlamentari 5 Stelle alla Camera e al Senato. Molte volte mi sono trovato d’accordo con loro. Molte volte mi sono detto “questi ragazzi si impegnano, vogliono il bene dei cittadini”. Ma non riesco a vedermi a dare loro il mio voto. Non l’ho fatto in passato e non credo che lo farò in futuro. I motivi sono molteplici e mi piacerebbe che questa nota, nel caso finisse sotto gli occhi di qualche elettore pentastellato, non sia oggetto di insulti e minacce. Se davvero credete di avere ragione e di operare per il bene di tutti, allora, per favore, dialogate con me in modo civile.

Dunque, non saprei da dove iniziare. Ho un ricordo sbiadito delle varie dichiarazioni di Grillo che mi avevano fatto arrabbiare durante la campagna elettorale (per esempio: abolire i sindacati. Qui non si sono fatte distinzioni, e non farne, quando ci sono sindacati come la Fiom, è davvero scorretto).

A parte questo, partendo dalle considerazioni puerili, mi piacerebbe analizzare il fenomeno del MoVimento inteso come forza politica autonoma. Uno dei cavalli di battaglia dei grillini è l’abolizione del finanziamento pubblico (purtroppo già abolito da un referendum dove gli italiani si sono dimostrati piuttosto ignoranti come in tante altri quesiti referendari passati). Io il finanziamento pubblico lo voglio. Lo pretendo. Al massimo, bisogna modificarlo. Il finanziamento pubblico è un caposaldo della democrazia. Senza di esso, nessuno che non sia miliardario o che sia finanziato da qualcuno (che poi chiederebbe indietro favori politici) potrebbe fare politica. A questo punto solitamente obiettate: “noi sì, noi ci siamo riusciti!”. Certo, non lo si può negare. Ci siete riusciti perché Beppe Grillo era già un personaggio pubblico affermato ben prima di intraprendere il suo progetto politico. Questo gli ha garantito una grande visibilità mediatica. Poi siete riusciti ad andare avanti grazie alle donazioni dei cittadini, ma senza la figura di Grillo, il MoVimento sarebbe morto il giorno dopo la sua nascita. Nessuno si interessa di un progetto politico sconosciuto. Nessuno gli darebbe mai un centesimo.

La cosa imbarazzante – imbarazzante per voi – è che vi credete gli unici portatori della verità. Gli unici onesti. I migliori. Questa è un’arroganza che io, cittadino, non posso tollerare. Ho condiviso quasi ogni parola dell’On. Taverna nel suo discorso di ieri, in occasione del voto sulla fiducia al Governo Letta. Non ho però condiviso i suoi modi. Il suo tono. Il suo atteggiarsi a “noi siamo meglio e voi siete merda”. Ancora una volta, questo, io non lo tollero.

Quando provo a esprimere un parere contrario al vostro su una qualsiasi pagina Facebook, come quella del Fatto Quotidiano (dove bazzicate tantissimo, infatti ho sempre sostenuto che il FQ sia dalla vostra parte da tempo, ma molti di voi sembrano non accorgersene), vengo riempito di insulti e spesso etichettato come “porco, schifoso piddino mafioso e ladro”. A tal proposito, vorrei precisare un paio di cose. Prima di tutto, non ho votato PD. Ho 19 anni, a febbraio ho votato per la prima volta e il mio voto è andato ad Antonio Ingroia e alla sua Rivoluzione Civile. Un progetto politico, a conti fatti, nato morto, ma affossato completamente dalla manfrina del PD sul voto utile contro Berlusconi. Seconda cosa, proprio perché ho 19 anni, voi non avete il diritto di insultarmi. Spesso siete persone di 40, 50, 60 anni, e siete voi che avete votato PD, PDL, Lega, UDC per anni e anni. Non io. Io ho votato solo una volta, e, prima di attaccarmi e dirmi che mi merito il governo delle larghe intese perché sono un elettore coglione di PD e PDL, gradirei rispetto e attenzione. Questo non si riferisce ovviamente ai tanti giovani del M5S. Anche loro, però, spesso peccano di modestia.

Dovete smetterla, inoltre, di rispondere ai commenti dei vostri detrattori facendo copia e incolla di video su video degli interventi dei vostri parlamentari o dei post presi dal blog di Grillo. So leggere, so informarmi e so quello che dico. Rispondetemi con cognizione di causa, perché, ripeto, non posso accettare a 19 anni e con un solo voto alle spalle, un minaccioso “informati che è meglio” da chi, a 50 anni d’età, è responsabile, attraverso il SUO voto, dello sfascio politico attuale. Ci vuole umiltà, gente. Senza umiltà non andrete da nessuna parte. In questo pecca la vostra comunicazione. Siete arroganti. E lo dico perché dovete rendervene conto.

Quando un vostro parlamentare lascia il MoVimento e va nel Gruppo Misto perché in dissenso, potete arrabbiarvi quanto volete (anche io lo farei al vostro posto), ma ricoprire questa persona di offese non vi rende di certo onore. La rabbia e la volgarità non sono sinonimi di politica.

Ci sono tante altre cose che potrei elencare.
– Claudio Messora, uno dei vostri responsabili per la comunicazione, che per 3 volte, TRE VOLTE, ha votato Silvio Berlusconi e ora fa il complottaro a tempo perso. Si scaglia contro Cernobbio e poi tace quando Casaleggio vi partecipa.
– Il vostro leader che offende i giornalisti. E’ vero, spesso manipolano le notizie, questo non però non lo giustifica quando fa affermazioni fascistoidi.
– Il TAV, che personalmente non considero un’opera inutile e dispendiosa (il costo va “spalmato” nell’arco di anni). Piuttosto sono inutili gli F-35, e qui avete ragione.
– La vostra indiscutibile matrice complottista che trova il suo apice in Paolo Bernini, eletto nelle vostre file. Mi sono stancato di sentir parlare di illuminati, Bilderberg e aria fritta random.

E ancora altre cose che al momento non mi sovvengono.

Il punto principale però rimane: dovete abbassare la cresta. Non siete nessuno. Non siete i primi a volere tagliare i costi della politica (già l’IDV di Di Pietro, reo in ogni caso di aver partorito Scilipoti e altri, aveva proposto alla Camera la riduzione delle indennità parlamentari, anni fa). Non siete gli unici onesti. Non siete i migliori. Non rappresentate tutti i cittadini (il 25% dei votanti è tanto ma non abbastanza per arrogarsi questo diritto). Non avete la verità in tasca. Non tutto ciò che intendete fare è, secondo me, giusto ed encomiabile. Per favore, applicatevi a correggere i vostri difetti. Avete la possibilità di essere il cambiamento. Non lo siete. E non vedo la luce in fondo al tunnel, onestamente. Ma potete diventarlo. Se perseverate e se maturate potrete farcela. Altrimenti rimarrete per sempre ciò che siete adesso: marionette arroganti nelle mani di un miliardario e di un profeta di apocalisse.

3 ott. ’13

A questo aggiungerei i seguenti punti:

– Grillo che fa l’occhiolino all’estrema destra quando dice che “se un ragazzo di Casa Pound ha le nostre stesse idee, non c’è motivo per cui non possa unirsi a noi”.
– Grillo che stila la lista dei giornalisti che parlano male del M5S “sparando balle”.
– Grillo che vuole tornare a votare col Mattarellum e far fare la nuova legge elettorale al nuovo Parlamento, senza forse rendersi conto che sarebbe composto più o meno dalle stesse persone di adesso.
– Dario Fo che si piega a 90° davanti a Grillo. Purtroppo questi sono i Premi Nobel che abbiamo in Italia.
– Gli insulti che mi sono preso per aver sostenuto convintamente Pippo Civati in campagna congressuale, cercando anche di spiegare perché si è comportato in un certo modo nella questione Cancellieri. Io di Pippo Civati non ne vedo, nel M5S.

Solo biscottini horror.

biscottini-colorati

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